Cos'è AI Overviews, spiegato come al bancone
È un riquadro di testo generato da un modello di intelligenza artificiale che compare in cima ai risultati di Google. Riassume la risposta e mette accanto i link alle fonti. Secondo la documentazione ufficiale di Google, serve a dare il senso generale di un argomento in fretta e a offrire un punto di partenza per approfondire.
Immagina un cliente che entra in officina e chiede "che gomme mi servono?". Prima gli davi dieci volantini. Adesso il ragazzo all'ingresso gli fa un riassunto di trenta secondi e poi gli indica tre officine dove andare. Il riassunto è AI Overviews. Le tre officine indicate sono i link visibili accanto alla risposta.
Il motore che scrive il testo è Gemini. Al lancio italiano di marzo 2025 la versione era Gemini 2.0, come riportato da Cerved il 2 aprile 2025. In seguito Google ha portato una versione personalizzata di Gemini 2.5 dentro AI Overviews e AI Mode negli Stati Uniti, come documenta SE Ranking.
Due dettagli pratici da tenere a mente. Il primo: al lancio italiano la funzione era pensata per utenti maggiorenni che effettuano ricerche dopo essersi autenticati con il proprio account Google (Arena Digitale, 26 marzo 2025). Il secondo: dentro il riquadro ci sono link ben visibili verso i siti. Non è una scatola chiusa. C'è ancora una porta da cui passa traffico.
Da quando c'è e quanto è diffuso davvero
Il percorso è rapido: lancio negli Stati Uniti a maggio 2024, estensione a oltre 100 Paesi a ottobre 2024, arrivo in Italia il 26 marzo 2025. Sugli utenti Google ha comunicato numeri chiari. Sulla percentuale di ricerche che mostrano il riquadro, invece, non esiste un dato ufficiale. Chi te lo spaccia per certo sta stimando.
Nell'ottobre 2024 Google annunciava sul blog ufficiale The Keyword l'espansione a più di 100 Paesi e territori, con la previsione di superare il miliardo di utenti mensili. A luglio 2025 Sundar Pichai ha parlato di 2 miliardi di utenti al mese, in crescita dagli 1,5 miliardi di maggio 2025.
C'è poi una frase che gira tanto e viene capita male. Pichai ha detto che AI Overviews sta portando "oltre il 10% di query in più a livello globale per i tipi di ricerche che lo mostrano", come riporta Digiday il 24 luglio 2025. Non vuol dire che il 10% delle ricerche mostri il riquadro. Vuol dire che dove il riquadro compare, le persone cercano di più.
Quanto spesso appare? Le uniche stime disponibili arrivano da società di software SEO, con metodologie diverse tra loro, e oscillano parecchio a seconda del periodo, del mercato e del tipo di domanda. Prendile per quello che sono: indicazioni di settore, non numeri di Google.
Un dato interno, per capire quanto se ne parla: secondo il nostro strumento di analisi keyword (rilevazione di agosto 2026), la ricerca "ai overview" in Italia vale circa 14.800 ricerche al mese, in crescita del 22%. Lo dichiariamo per trasparenza: è un dato di tool, non una statistica ufficiale.
Cosa cambia davvero per chi ha un'attività locale
Cambia il punto in cui il cliente decide. Prima scorreva i risultati e sceglieva un sito. Adesso spesso legge prima una sintesi, si fa un'idea, e solo dopo clicca. Il tuo compito diventa doppio: essere una fonte che l'AI cita e restare visibile nei risultati classici, dove le ricerche locali continuano a passare.
Facciamo un esempio. Un tizio cerca "quanto costa rifare un impianto elettrico in appartamento a Bologna". Google gli restituisce una sintesi con fasce di prezzo, tempi e cose da controllare. Se le informazioni che l'AI usa vengono anche dalla tua pagina, il tuo nome compare tra le fonti. Se il tuo sito non spiega i prezzi, non spiega i tempi e ha una pagina "chi siamo" ferma dal 2015, non hai materiale da farti citare.
Su una parte del fenomeno serve onestà: i numeri specifici sull'impatto di AI Overviews nelle ricerche locali, tipo quante query con intento di zona mostrano il riquadro o come si muovono i clic sulle schede Google, circolano soprattutto in articoli di agenzie e consulenti. Non sono studi ufficiali di Google né ricerche di enti terzi. Quindi te li risparmiamo. Quello che possiamo dirti per esperienza di bottega è che le ricerche "vicino a me" restano dominate dalla mappa e dalla scheda dell'attività, e che quel pezzo di lavoro non è cambiato.
Ecco perché la scheda Google dell'attività resta il primo mattone, prima ancora di preoccuparti dell'intelligenza artificiale.
Come si entra in AI Overviews: la risposta ufficiale di Google
Google la mette per iscritto nella sua documentazione: "Le migliori pratiche SEO restano valide per le funzionalità AI della Ricerca. Non ci sono requisiti aggiuntivi per apparire in AI Overviews o AI Mode, né altre ottimizzazioni speciali necessarie". Tradotto: non esiste un pulsante, un plugin o un pagamento per entrarci.
Questo scontenta chi cerca la scorciatoia e fa felice chi lavora bene. Le cose che contano sono quelle di sempre, portate a un livello un po' più alto:
- Pagine che rispondono a domande vere. Se un cliente chiede una cosa al telefono tre volte a settimana, quella cosa merita una pagina.
- Informazioni verificabili e datate. Prezzi indicativi, tempi di consegna, zone servite, orari. L'AI riassume, quindi ha bisogno di materiale da riassumere.
- Un sito tecnicamente sano. Se Google non riesce a leggere e indicizzare le tue pagine, non può nemmeno usarle come fonte.
- Coerenza dei dati aziendali tra sito, scheda Google, social e directory. Nome, indirizzo, telefono uguali ovunque.
- Testi scritti per gli esseri umani, con frasi corte e sottotitoli chiari. Sono anche i più facili da estrarre per una macchina.
Se il tuo sito oggi è una brochure di tre pagine senza contenuti, il problema non è AI Overviews. È che non hai niente da far leggere. In quel caso conviene partire dalle fondamenta, e nella nostra guida su quanto costa un sito web trovi le cifre reali del mercato italiano prima di decidere quanto investire.
Google, AI Overviews e ChatGPT: chi fa cosa
Sono tre canali diversi che pescano in modo diverso. La ricerca classica ti manda persone che cliccano un link. AI Overviews ti manda persone che hanno già letto una sintesi. ChatGPT e gli altri assistenti ti nominano dentro una conversazione, spesso senza che l'utente veda mai una pagina di risultati. Servono tutti e tre.
| Ricerca Google classica | AI Overviews | Assistenti tipo ChatGPT | |
|---|---|---|---|
| Come appare la risposta | Elenco di link e mappa | Riquadro riassunto in cima, con link alle fonti | Testo conversazionale, a volte con citazioni |
| Da dove pesca | Indice di Google | Indice di Google, sintetizzato da Gemini | Dati di addestramento più ricerca web in tempo reale |
| Serve un'ottimizzazione dedicata | SEO classica | No, secondo Google valgono le stesse pratiche SEO | Contenuti chiari, citazioni e menzioni su fonti terze |
| Si può disattivare | Non applicabile | No, solo filtro "Web" lato utente | Non applicabile |
| Si può pagare per esserci | Sì, con Google Ads | Solo come annuncio, non nel testo organico | No |
| Cosa guardi per capire se funziona | Clic e posizioni | Clic dal riquadro, ricerche di marca | Menzioni del tuo nome nelle risposte |
Sulla parte assistenti abbiamo scritto una guida a parte, con il metodo che usiamo per farsi trovare su ChatGPT. I due lavori si sostengono a vicenda: le stesse pagine chiare e ben strutturate servono a entrambi i fronti.
Gli annunci dentro il riquadro: la parte a pagamento
Dentro e sopra AI Overviews possono comparire annunci pubblicitari. Google ha confermato l'estensione del formato al Marketing Live 2025 e da maggio 2025 gli inserzionisti hanno iniziato a vederli comparire. La parte organica, cioè le fonti citate nel testo del riassunto, resta invece una scelta editoriale dell'algoritmo. Non ha un listino.
Search Engine Land ha documentato il 22 maggio 2025 la comparsa di annunci di testo e annunci Shopping nel formato. Google, come riportato dal suo blog The Keyword e ripreso da PhoneArena, ha precisato che gli inserzionisti non devono fare nulla di particolare: gli annunci vengono presi dalle campagne Search, Performance Max e Shopping già attive.
Quindi la sintesi è questa, e vale la pena scriverla senza addolcirla: puoi comprare uno spazio pubblicitario vicino al riquadro, non puoi comprare la citazione dentro al riquadro. Chi ti propone un "pacchetto per entrare nelle AI Overviews di Google" con una cifra fissa ti sta vendendo qualcosa che nessuno può garantire.
Sette mosse da fare nelle prossime due settimane
Poche cose, in ordine di importanza. Sono le stesse che facciamo noi quando prendiamo in mano l'officina digitale di un artigiano, di uno studio o di un ristorante. Nessuna richiede budget assurdi e diverse le puoi fare da solo, in un pomeriggio, con un po' di pazienza.
- Cerca su Google le 5 domande che i clienti ti fanno più spesso. Guarda se compare il riquadro AI e chi viene citato. È la tua fotografia di partenza.
- Sistema la scheda Google dell'attività. Categoria giusta, orari veri, foto recenti, servizi elencati, domande e risposte compilate da te.
- Scrivi una pagina per ogni servizio principale, con prezzi indicativi o fasce di prezzo, tempi e zona coperta. Una pagina generica "i nostri servizi" non basta più.
- Aggiungi una sezione domande frequenti dove rispondi in cinque righe, come parleresti al telefono.
- Controlla che nome, indirizzo e telefono siano identici su sito, scheda Google, Facebook e portali di categoria.
- Metti una data di aggiornamento visibile sulle pagine informative. Le informazioni fresche vengono trattate meglio.
- Misura le ricerche del tuo nome in Search Console. Se salgono, qualcuno ti sta trovando anche dove non vedi i clic.
Se dopo questa lista pensi che il tuo sito non regga il carico, parliamone. Raccontaci la tua situazione dal form contatti: ti diciamo in modo diretto se serve rifare tutto o basta sistemare due pagine. Se basta poco, te lo diciamo e amen.
Cosa non fare (perché lo vediamo fare in giro)
Tre errori ricorrenti: riempire il sito di testi scritti dall'AI senza controllarli, inseguire keyword che non c'entrano con la tua zona e abbandonare la scheda Google perché "adesso conta l'intelligenza artificiale". Sono tre modi diversi per peggiorare una situazione già fragile.
Sui testi generati in serie: il problema non è lo strumento. È che se pubblichi venti pagine tutte uguali senza un dato tuo, senza un prezzo, senza un caso reale, non offri niente da citare. La macchina riassume quello che trova. Se trova aria fritta, riassume aria fritta e cita qualcun altro.
Sull'abbandono della scheda: le ricerche con intento di prossimità continuano a mostrare mappa e schede. Chi ha bisogno di un idraulico stasera non legge un saggio, guarda chi è aperto e chi ha recensioni. Se vuoi vedere come si tengono insieme i due piani, dai un'occhiata alla nostra panoramica sui migliori servizi per farsi trovare online.
