Come abbiamo valutato questi sistemi
Quattro criteri, dichiarati prima di partire. Primo: trasparenza del prezzo, cioè se il listino è pubblico o serve una telefonata. Secondo: presenza di commissioni sul coperto prenotato. Terzo: portabilità , ovvero quanto è semplice uscire e portarsi via i contatti. Quarto: funzioni anti no-show, il problema più caro per un locale piccolo.
Non abbiamo pesato il numero di funzioni. Un gestionale con cinquanta moduli che non usi vale meno di uno che ti evita tre tavoli vuoti il sabato sera. Abbiamo usato solo prezzi e dati pubblicati dalle pagine ufficiali o da testate di settore: dove il numero non esiste, lo diciamo invece di inventarlo.
Officina Web non compete in questo mercato e non vende software di prenotazione. Questa è una guida di servizio, senza secondi fini.
Il caso Quandoo: perché il lock-in non è una paranoia
Quandoo era una piattaforma nota, con app, portale e migliaia di locali a bordo. Il 24 marzo 2026 ha annunciato la chiusura. I ristoratori che avevano lì dentro prenotazioni, storico clienti e visibilità si sono trovati a rifare tutto in pochi mesi, mentre la stagione andava avanti.
La timeline dichiarata è netta: nuove prenotazioni possibili fino al 30 settembre 2026 incluso, che è anche l'ultima data selezionabile; dal 1° ottobre i servizi rivolti ai clienti terminano; il 31 dicembre 2026 sito, app e infrastruttura residua vengono disattivati. Le prenotazioni già inserite per date successive al 30 settembre restano valide (HorecaNews, settembre 2026).
La stampa di settore ha letto il fatto per quello che è: la chiusura mette in evidenza il rischio di dipendere da una sola piattaforma per prenotazioni, dati e accessi digitali. Tradotto in pratica: se le tue prenotazioni arrivano solo da un portale, quel portale possiede la tua sala. Decide la commissione, decide la visibilità , e in casi come questo decide anche quando smettere.
Da qui la regola che ripetiamo a ogni ristoratore che ci scrive: il canale principale deve essere tuo. Il portale è un canale in più, utile per farsi scoprire da chi non ti conosce. Il tuo sito, la tua scheda Google e il tuo elenco contatti sono la base che resta anche se domani un fornitore alza le mani.
Plateform: il più leggibile per un locale italiano medio
Plateform è un software ad abbonamento italiano che parte da 59 € al mese, con il piano scelto in base al numero totale di posti a sedere. È la soluzione più adatta a trattoria, pizzeria o bistrot con una sala sola, che vuole un prezzo prevedibile e nessuna commissione a coperto da calcolare a fine mese.
Sul fronte funzioni, l'azienda dichiara promemoria automatici per ridurre le dimenticanze, carta di credito a garanzia contro i no-show e conferma delle prenotazioni anche in blocco (sito ufficiale, consultato a settembre 2026). La carta a garanzia è il punto che fa la differenza nei weekend e nelle serate a menù fisso: chi deve lasciare i dati della carta ci pensa due volte prima di sparire.
La politica di recesso è dichiarata sulla pagina prezzi: puoi disdire il piano in qualsiasi momento e mantieni l'accesso fino alla fine del ciclo di fatturazione in corso. Poca burocrazia, bene.
Il limite onesto: il prezzo cresce con i posti a sedere, quindi un locale grande o con dehors ampio deve verificare in quale fascia cade prima di entusiasmarsi per i 59 €. E il numero di 5.600 ristoranti utilizzatori è dichiarato dall'azienda stessa, non certificato da una fonte indipendente: prendilo come indicazione di dimensione, non come dato di mercato.
Octotable: la scelta se vuoi partire spendendo zero
Octotable è un servizio di Octorate, con sede a Roma, e ha il listino più trasparente del gruppo. Il piano gratuito costa 0,00 € al mese e include pagina di prenotazione, integrazione con prenota con Google, menù digitale con codice QR e 30 prenotazioni online al mese. Per un locale che riceve ancora molte chiamate, spesso basta.
Il piano successivo è indicato a 15,20 € al mese, scontato da 19,00 €, IVA esclusa, e sblocca prenotazioni online illimitate, menu digitale personalizzabile e mappa interattiva della sala (sito ufficiale, settembre 2026). C'è anche un upsell per un sito web abbinato, indicato a partire da 17 dollari al mese nella pagina prezzi in inglese.
Il punto forte sta nei termini contrattuali: le condizioni ufficiali dichiarano che le prenotazioni originate dalla piattaforma sono completamente gratuite e che nessuna commissione sulla transazione è richiesta. Per chi arriva da un portale a provvigione, il conto di fine mese cambia parecchio.
Il limite onesto: 30 prenotazioni online al mese finiscono in fretta se hai già un flusso digitale avviato, quindi il gratuito è più un banco di prova che una casa definitiva. E il sito abbinato a pochi dollari al mese resta un modello standardizzato: va bene per raccogliere prenotazioni, meno per raccontare un locale con una sua identità . Se vuoi capire cosa cambia tra un modulo di prenotazione e un sito costruito su misura, ne parliamo nella guida sul sito web per ristorante.
TheFork Manager: visibilità ampia, listino chiuso
TheFork Manager è il gestionale del gruppo TripAdvisor e l'offerta è organizzata in tre linee di prodotto. Visibility è pensata per ristoranti appena aperti o di nuova gestione, con bassa visibilità o bassi tassi di occupazione. Performance è indicata per chi vuole espandere il business e digitalizzare i processi. Enterprise è dedicata a gruppi e strutture gestite come imprese (blog ufficiale TheFork, dicembre 2024).
Il piano Visibility include l'integrazione di TheFork Pay, che secondo la comunicazione ufficiale di maggio 2025 permette di ricevere i pagamenti senza alcuna commissione, far dividere il conto ai commensali e incassare le Gift Card TheFork.
È la scelta giusta se hai bisogno di farti scoprire: il portale porta traffico di clienti che non ti conoscono e che cercano un tavolo per stasera. Nessuna delle alternative a zero commissioni ti dà quella vetrina.
Il limite onesto, e non è piccolo: la pagina prezzi ufficiale consultata a settembre 2026 non mostra alcun importo e invita a scegliere il piano richiedendo un preventivo. Le cifre che girano in rete risalgono al 2020 e non sono più verificabili come attuali. Sulla commissione per coperto prenotato circolano stime da blog di settore che non trovano conferma su fonte ufficiale: chiedila per iscritto in fase di trattativa e fattela mettere nel contratto, perché è la voce che pesa più di tutte sul margine.
ResDiary: pacchetti a volume, zero commissioni
ResDiary punta tutto su una promessa chiara: 0% di commissioni sulle prenotazioni, gestione completa della sala e protezione dai no-show (sito ufficiale ResDiary Italia, settembre 2026). I pacchetti si scelgono a volume: uno da 150 prenotazioni al mese per le piccole realtà , uno da 450 per locali di medio livello, uno da 1.000 per i più grandi e uno a prenotazioni illimitate per chi fa alti volumi.
È la soluzione giusta per chi conosce bene i propri numeri e vuole pagare in base a quanto usa, senza provvigioni che crescono con il successo del sabato sera.
Il costo di attivazione è dichiarato: un pagamento unico di £59 + VAT per installazione e formazione online, oltre al prezzo del pacchetto.
Il limite onesto: gli importi mensili in euro non sono pubblicati sulle pagine consultate, dove si vedono solo le soglie di prenotazione. Per sapere quanto spendi devi scrivere al commerciale. Aggiungi che l'interfaccia e il supporto nascono in contesto internazionale, quindi vale la pena testare la fase di onboarding prima di firmare.
Tabella comparativa
| Piattaforma | Prezzo pubblico | Commissioni dichiarate | Per chi è | Limite |
|---|---|---|---|---|
| Plateform | Da 59 €/mese, piano in base ai posti a sedere | Nessuna commissione a coperto indicata sul sito | Locale italiano piccolo o medio che vuole costi fissi | Il prezzo sale con i coperti |
| Octotable | 0,00 €/mese fino a 30 prenotazioni; poi 15,20 € (da 19,00), IVA esclusa | Prenotazioni originate dalla piattaforma gratuite, nessuna commissione sulla transazione (T&C ufficiali) | Chi parte da zero o riceve poche prenotazioni online | Tetto di 30 prenotazioni sul piano gratuito |
| TheFork Manager | Nessun importo pubblicato, solo preventivo | Non pubblicate sulla pagina ufficiale: da chiedere in contratto | Chi ha bisogno di visibilità verso clienti nuovi | Costi non verificabili prima del contatto commerciale |
| ResDiary | Attivazione una tantum £59 + VAT; mensile non pubblicato | 0% di commissioni sulle prenotazioni | Chi vuole pagare a volume di prenotazioni | Importi mensili solo su richiesta |
Dati rilevati dalle pagine ufficiali a settembre 2026. I listini cambiano: verifica sempre prima di firmare.
Abbonamento o commissione: come cambia davvero il conto
Un abbonamento fisso ti fa sapere a gennaio quanto spenderai a dicembre. Una commissione per coperto ti costa poco nei mesi lenti e molto nei mesi buoni, cioè esattamente quando dovresti guadagnare. Su un locale che vive di weekend pieni, la provvigione diventa la voce di costo che cresce insieme al fatturato.
Come ragionare, in pratica:
- Conta quante prenotazioni online ricevi in un mese medio. Se sono poche, un piano gratuito o economico basta e avanza.
- Se usi un portale a provvigione, moltiplica la commissione per i coperti prenotati in un mese pieno. Quel numero è il tetto che un abbonamento fisso deve battere.
- Chiedi sempre se la commissione si applica anche alle prenotazioni che arrivano dal tuo sito o dalla tua scheda Google. È qui che si nascondono le sorprese.
- Verifica cosa succede ai dati dei clienti quando disdici. Se non puoi esportarli, quel fornitore ha in mano la tua rubrica.
La combinazione che funziona per la maggior parte dei locali che seguiamo è semplice: un canale tuo per chi ti conosce già , un portale a provvigione solo per riempire le serate scoperte. Così la commissione la paghi sui clienti nuovi, non su chi torna da tre anni.
Prima del software, il canale che ti appartiene
Nessun gestionale ti salva se le persone non ti trovano. Prima di scegliere la piattaforma, metti in ordine due cose che restano tue per sempre: la scheda Google con orari, foto e link di prenotazione, e un sito con il pulsante "prenota" visibile senza scorrere. Sono le due porte da cui passa quasi tutto.
La scheda Google fa il lavoro più immediato, perché intercetta chi cerca "ristorante" con il telefono in mano a duecento metri da te. Come sistemarla nel dettaglio lo spieghiamo nella guida su come apparire su Google Maps. Il sito serve a chiudere: menù aggiornato, prezzi, foto vere, prenotazione in tre tocchi. Se stai valutando tra piattaforme fai da te e soluzioni su misura, il confronto è nella guida sulle migliori soluzioni per il sito di un ristorante.
Se vuoi un parere su quale combinazione ha senso per il tuo locale, senza che ti vendiamo un software di prenotazione che non facciamo, scrivici dal form. Guardiamo i tuoi numeri e ti diciamo cosa faremmo noi.
Come cambiare piattaforma senza perdere prenotazioni
Il passaggio si fa in parallelo, mai a strappo. Tieni il vecchio sistema attivo mentre configuri il nuovo, poi sposti i link uno alla volta. La regola è semplice: prima esporta, poi disattiva. Chi inverte l'ordine perde lo storico e ricomincia da una rubrica vuota.
Una sequenza che funziona:
- Esporta l'elenco clienti e le prenotazioni future dal sistema attuale, in CSV o Excel. Fallo subito, non il giorno prima della scadenza.
- Configura il nuovo sistema con planimetria della sala, turni, durata media del tavolo e regole sui gruppi.
- Prova con il personale per una settimana, prima di pubblicarlo ai clienti.
- Aggiorna il pulsante di prenotazione sul sito, sulla scheda Google e sui social. Questo è il punto che quasi tutti dimenticano, e le prenotazioni continuano ad arrivare al vecchio indirizzo.
- Solo alla fine disdici l'abbonamento vecchio, verificando le condizioni di recesso.
- Controlla per un mese che le prenotazioni pregresse siano state riprese tutte, chiamando i gruppi più numerosi.
Chi arriva da Quandoo ha una scadenza segnata sul calendario: dal 1° ottobre 2026 i servizi rivolti ai clienti terminano. Meglio muoversi con giorni di margine e non con ore.
